sabato 2 gennaio 2010

mi piace la pioggia del primo dell'anno





[31-12-2009 spiaggia di mondello, palermo]

anche questo capodanno è piovuto, con forza, violenza e determinazione.
mi piace la pioggia del primo dell'anno.
sembra che l'acquazzone abbia il compito di cancellare tutte le sporcizie dell'anno prima, tutte le macchie che rischiano di inficiare e rovinare il ricordo di quanto di bello e chiaro e limpido...e soprattutto salvabile, ci sia rimasto dell'anno precedente.
e così, dopo l'acqua e la pulizia, con chiarezza si torna per un momento dietro con il pensiero e si valutano scelte o occasioni di scelta mancate.
quest'anno cosa ha prevalso?
ho scelto o mi sono lasciata scegliere?

quest'anno ho decisamente scelto, ho scelto forse anche troppo.
ho seguito l'istinto anche quando razionalità e buon senso non erano d'accordo, e ne sono venute fuori solo cose buone.
allora il regalo che fa il 2009 è quello di lasciarsi consigliare non solo dalle logiche valutazioni che la vita ci ha insegnato con coscienza a fare, ma anche dalle sensazioni irrazionali ed illogiche che le nostre emozioni ci hanno insegnato a provare. imparare a decifrare le emozioni per capirle e seguirle è stata la grande scoperta di quest'anno.
mi sento piena e straripante adesso, ho solo voglia di condividere e comunicare.
mi sento di aver conquistato un'altra parte di me stessa, una parte utilissima per sopravvivere in questo sistema mondo fatto principalmente di rapporti con gli altri, con un mondo articolato vario e bellissimo da scoprire, soprattutto quando è profondamente diverso da me.

lo sfondo su cui tutte queste scoperte e cambiamenti stanno avvenendo fa veramente schifo, trovare un modo per non soccombere allo schifo sarà il motto dell'anno ventidieci.

auguri

domenica 22 novembre 2009

Come Lu Shung! - Jacopo Fo

Come Lu Shung!

Erminio Casoretto era un uomo piccolo e sostanzialmente gracile, anche se sapeva essere agile.
Un giorno arrivo' nella Terra dei clan della gente che veniva da molto lontano. Urlarono: “Fuggite, dietro di noi cavalcano le orde dell’Orrore!”
Ma nessuno diede loro retta perche' era gente fin troppo ottimista. Qualcuno disse: “Ci sono popoli che sono molto ansiosi, perche' non mangiano abbastanza peperoncino rosso e carciofi e non fanno abbastanza sesso, vedono pericoli ovunque.”
E quando poi osservarono un’immensa armata che si avvicinava con le bandiere nere e i simboli della morte dipinti sulla faccia, aprirono loro le porte delle citta' e offrirono agli invasori cibo e vino.
Ma dopo poco capirono che quello era un immenso esercito di vampiri che oltre a essere sadici erano anche stronzi. Se non piaceva la forma del tuo naso ti uccidevano. Se non eseguivi gli ordini alla svelta ti uccidevano.
All’inizio Erminio Casoretto e la sua gente provarono a trattare col nemico. Il piu' vecchio del Clan del Coguaro disse: “Magari non sono veramente cattivi del tutto. Magari hanno solo sofferto da piccoli. Proviamo a mandargli delle belle ragazze che facciano loro compagnia, cosi' magari si ammorbidiscono”. Si riunirono i delegati di tutti i clan, compreso il Clan della Puzzola, della Lince Bianca e del Millepiedi. E tutti convennero di mandare delle donne a insegnar loro un po’ di buone maniere.
E cosi' fecero, ma quei satanassi saltavano addosso alle femmine senza alcuna grazia, facevano quel che volevano e poi non si preoccupavano neppure che la donna prendesse il suo piacere.
Allora Natascia Bellagamba disse all’assemblea del Clan del Toro: “Col cazzo che torniamo a far l’amore con quelle bestie senza sentimento!” E visto che nessuno osava discutere il parere delle donne e visto che non si poteva sopportare oltre il tallone rovente di quelle iene impazzite, si decise, a malincuore, la guerra.
Alcune sciamane del Clan della Cagna Nera e del Clan dell’Upupa Albina unirono le loro conoscenze e prepararono una quantita' incredibile di veleno adatto per essere inalato, mangiato, bevuto, toccato. E centinaia di ragazze e giovani intrepidi furono addestrati a maneggiare quelle sostanze pericolose. Poi, in una sola notte, fu sterminato l’esercito che aveva occupato la terra di Erminio Casoretto.
Dopo ci furono 22 giorni di festeggiamenti e non ci fu nessuno, in nessuno dei clan, che fece l’amore meno di 22 due volte.
Passarono gli anni e, stranamente, la gente dei clan lascio' che alcuni furbastri prendessero molto potere. Era gente mite, che tendeva a fidarsi. Cosi' si fecero convincere ad eleggere un capo di tutti i clan e quello nomino' ministri e sottosegretari, consulenti, uscieri, generali, giudici, impiegati del catasto, commissari e carcerieri. E in men che non si dica il popolo dei clan si trovo' schiavo di una burocrazia ladrona e stupida.
Allora Erminio Casoretto convoco' l’Antico Consiglio dei Clan. Ma non venne quasi nessuno perche' stavano tutti nel grande anfiteatro a vedere la Grande Coscia Lunga, Lulu' La Fajette, la donna piu' bella di tutti i continenti, che si infilava una spada in gola. E molti trovavano questo estremamente eccitante. Allora Erminio, che aveva una bella voce, disse: “Ma porca zozza perche' cazzo non e' venuto nessuno?”
E un vecchio molto saggio, che si chiamava Ukulele Jam, ed era il miglior fabbricatore di tagliabrodo a molla, spiego': “Ormai non c’e' piu' gente con le palle!” E quei pochi che erano la' fecero la faccia depressa.
Allora Erminio disse: “Sapevate che Lu Shun era mio cugino per via che mia nonna aveva avuto una relazione con un cinese di Hong Kong che vendeva cravatte a Porta Susa?”
“E chiccazzo e' questo Lu?” chiese Danila, che era stata una volta a letto con Erminio ma non le era piaciuto.
“Dovete sapere…” comincio' Erminio “ che Lu Shung era un contadino che viveva in una casa dentro una valle dove non si vedeva il sole al tramonto. Allora Lu Shung un giorno disse ai suoi 3 figli: “Figlioli, siamo scappati qui per fuggire agli eserciti del male. Ed e' un bel posto questo. Ma sarebbe piu' bello se potessimo vedere il sole che tramonta perche' e' una visione che apre il cuore e fa bene allo stomaco. Quindi non ci resta che armarci di Santa Pazienza e di picconi. Iniziamo subito a spianare quella montagna di fronte, che ci impedisce la vista del tramonto, cosi' finiremo prima.” Iniziarono a scavare quel giorno. E ogni giorno, appena potevano, andavano a scavare. Ed ebbero fortuna perche' ci furono due terremoti e 7 alluvioni e un tornado che alleggerirono un po’ il lavoro. E i figli diventarono grandi ed ebbero dei figli, e anche loro continuarono a scavare. Poi i figli dei figli ebbero dei figli e anche quelli scavarono.
E un giorno, che Lu Shung era molto vecchio, proprio verso sera, mentre stava seduto sul solito tronco, un raggio del sole al tramonto lo tocco' proprio sul viso. E lui disse: “Merda di vacca! Ci siamo riusciti!” Fece una grande scoreggia e mori' contento.
Si discusse poi se la scoreggia fosse stata accidentale o espressamente indirizzata a chi per tutti quei decenni aveva continuato a dire che lui era un pazzo perche' nessuno puo' spostare le montagne.”
Cosi' racconto' Erminio e uno di Lodi, Marco Bussonaghi, si alzo' e parlo': “Bravo! Hai detto proprio una bella storia. E ora che ti sei ripulito la gola con le parole vai a dormire contento che tanto non ti da' retta nessuno perche' non c’hai le cosce lunghe neanche la meta' della Vanessa Valiani (che era la seconda donna con le cosce piu' lunghe del mondo).”
Ma Erminio era veramente cugino di Lu Shung. E dopo 40 anni che ripeteva che al governo erano tutti ladri ci fu un gran casino e in effetti la polizia mise tutti i governanti in galera.
E il popolo dei clan torno' padrone del suo destino.
E fecero una gran festa che duro' 24 giorni e non ci fu nessuno che fece l’amore meno di 24 volte.
Passo' qualche anno e arrivo' un tizio che aveva fatto fortuna vendendo auto usate e poi si era messo a produrre grandi spettacoli con donne nude che venivano rappresentati nei migliori anfiteatri del paese. E quello un giorno disse: “Visto che sono cosi' bravo a farvi divertire perche' non mi date le redini della nazione che vi faccio vincere i mondiali del calcio alla palla che rimbalza?”
E tutti dissero: “ Dai! Dai! Che ci divertiamo!” E vinsero i mondiali. Poi quel tale, che si chiamava Giovanni Vasellina fece loro un culo cosi', ma quasi non se ne accorsero perche' aveva mostrato delle ragazze che avevano delle tette che non potevi capire come stessero su. E qualcuno mormoro' che Vasellina fosse un grande stregone che utilizzasse sortilegi di levitazione.
Allora Erminio disse: ”Dovremo spostare anche questa montagna. E lo faremo perche' siamo parenti di Lu Shung! Porca di una scagazzata d’asino! Iniziamo subito, cosi' finiamo prima.”
Quindi, caro te, piantala di lamentarti. Prendi la pala e scava. Fai tante storie ma poi sai che lo farai. Perche' pure tu, lo sai, sei parente a Lu Shung.
O vorresti dirmi che la tua prozia non ha fatto sesso con il cugino del Melegatti che poi sarebbe il padre di Ermenegildo?
Il sangue non e' acqua.
Cominciamo subito che finiamo prima.



http://www.jacopofo.com/racconto-jacopo-fo-come-lu-shung

mercoledì 25 marzo 2009

Gagnants / Perdants (Bonne nuit les petits)

Bertrand Cantat


Tous ces beaux jeux inventés
Pour passer devant les premiers
Pour que chacun soit écrasé
S’il refuse encore de plier
Les dégâts, les excès
Ils vont vous les faire payer
Les cendres qui resteront
C’est pas eux qui les ramasseront
Mais les esclaves et les cons
Qui n’auront pas su dire non
Nous on n’veut pas être des gagnants
Mais on acceptera jamais d’être des perdants.

Pimprenelle et Nicolas
Vous nous endormez comme ça
Le marchand de sable est passé
Nous on garde un œil éveillé
O la peur, ô le vide
O la victoire des avides
Faut pas bouger une oreille
Toutes sortes de chiens nous surveillent
Pas un geste, une esquisse
Sinon on tourne la vis
Nous on n’a rien à gagner
Mais on ne peut plus perdre puisque c’est déjà fait.

Toi qui viens de loin d’ici
Avec ta peau et tes os
On t’a parlé du paradis
On t’a menti, tout est faux
O mon ami ô mon frère tout ce nerf
Perdu pour la guerre
Tu vas voir tout l’amour
Qui traîne au fond des discours
Dis t’en veux des papiers ?
Dis tu l’as vu mon palais ?
T’auras rien, c’est ainsi
C’est pas fait pour les perdants, le paradis.

Il y a la chair à canon
Il y a la chair à spéculation
Il y a la chair à publicité
Enfin y'a tout ce que vous aimez
Vous et moi on le sait
Le spectacle est terminé
Pourtant c’était presque idéal
C’était loin du féodal
Oh maint’nant c’est foutu
Ça fait joli dans ton...
Fort intérieur c’est gênant
De rejoindre comme ça la cohorte des perdants.

Il faut pas se faire d’illusions
Mais c’est mieux debout pour l’action
Et pour nos âmes, c’est égal
Dieu n’est pas dans la bataille
O messieurs les décideurs
De toutes parts, de tous côtés
Sachez que profond dans nos cœurs
On n’arrête pas le progrès
Sous l’Iris, sous la peau
Sous les ongles et dans l’étau
On pourra toujours refuser
De devenir les premiers ou les derniers.

Pas de leaders triomphants
On s’ra jamais des gagnants ni des perdants.



noirdez.com

domenica 15 marzo 2009

Fare sesso con le fotomodelle non e' politicamente scorretto - Jacopo Fo

Fare sesso con le fotomodelle non e' politicamente scorretto.

Stavo correndo verso la fermata dell’autobus, per via che ero in ritardo per andare al lavoro.
Chiamalo lavoro… Sto in un call center specializzato nella vendita di abbonamenti per una rivista che si chiama: “La voce della Polizia”.
Devo far finta di essere un poliziotto e far credere che puo' essere un vero affare attaccare sull’auto un adesivo con scritto “Io leggo LA VOCE DELLA POLIZIA.”
In autunno invece comincia la campagna di abbonamenti per “La voce del finanziere”. E li' devi far capire al piccolo imprenditore che, in caso di irruzione degli ispettori della finanza, e' meglio avere appeso alla parete un bel calendario plastificato con cornice in fintolegno e sotto scritto: “Io leggo LA VOCE DEL FINANZIERE”.
Oltre a essere un lavoro ai limiti della legalita' si incazzano pure se arrivo in ritardo. Ti chiederai come la metto con la mia coscienza a fare un lavoro da mezzo truffatore. La mia risposta e' che uno che pensa che conviene dare una mancia al giornale della polizia per non avere noie con i limiti di velocita' e' un grandissimo pezzo di merda che va punito a tutti i costi. Da un certo punto di vista la mia e' un’attivita' etica.

Questo te lo dico da sobrio, tra le otto del mattino e le 22. Prima delle otto non sono in grado di parlare. Dopo le 22 generalmente ho bevuto un po’ e se mi piglia la balla triste potrei dirti che la mia vita e' una merda, e' veramente difficile trovare un altro lavoro che mi dia 2.400 euro al mese e devo pagare le cure mediche a mia madre. E non e' la solita bugia.
Vorrei fare altro. Ad esempio, aprire un ristorante sul mare che serve 50 coperti. Con un menu' basato su un solo piatto: risotto con l’ossobuco, prezzemolo e vino bianco. Una scorza di limone e una spruzzata di latte di vergine. Oltre al risotto ci sono 32 coppettine che contengono 32 delizie fragranti.
Olive nere di Gaeta.
Salsa di tartufi.
Crema di asparagi.
Vellutata di zucca.
Insalata russa, hummus, salsa di avocado, salsa tartar, provoline affumicate, sedano all’olio d’oliva, pollo marinato per 12 ore in salsa tandoori e yogurt baltico, tzatziki, crema di fagioli al pomodoro e basilico, pesto genovese da spalmare su crostini di pane integrale tostato.
Insomma, credo ci si sia capiti.
Un posto dove pelare i potenti della terra con conti spaventosi e dove pero' puoi mangiare le stesse cose a 15 euro. Mi hanno detto che a Firenze c’e' un ristorante che funziona cosi', il Cibreo. L’ha aperto un ex rivoluzionario che non si e' ancora pentito.
Forse io apriro' un ristorante in un’altra vita.
Sto correndo lungo viale Monza, all’altezza del numero 1547, e mi si avvicina un’automobile. Una Audi da 50 stipendi mensili.
Una voce femminile mi strilla nel traffico: “Salga! Le do uno strappo visto che e' di fretta, cosi' intanto mi spiega dov’e' Corso Buenos Aires!”
Giro la testa e la guardo. Hai presente Cameron Diaz in “The Mask” quando entra nella banca per la prima volta? Ok, lei e' molto meglio.
Ansimo. Apparentemente perche' stavo correndo: “Come ha detto?”
“Ti do un passaggio se mi spieghi dov’e' Corso Buenos Aires.”
Annuisco, mi avvicino alla portiera del passeggero, salgo: “Grazie, sono Giovanni Sartirana.”
“Prego, Paola D’Alberto. Dove corre?”
“Alla fermata dell’autobus, fra 200 metri. Ma se va in Corso Buenos Aires puo' portarmi fino alla metropolitana di Piazzale Loreto, Corso Buenos Aires inizia proprio li'.”
“Bene. Grazie.”
Stette in silenzio.
Io con la coda dell’occhio la guardai. Indossava un giaccone di qualche sostanza hi tech, argentata.
Sotto portava un tubino fucsia che lasciava scoperte le gambe in maniera tale che 50 anni fa avrebbe rischiato l’arresto. Calze color perla al tramonto.
Dieci a uno che era una fotomodella. Mi chiesi se era politicamente corretto fare sesso con una fotomodella la mattina presto.
Lei giro' il viso verso di me mentre fermava l’auto al semaforo: “Va al lavoro?”
“Disgraziatamente.”
“Sarebbe interessato a una variante?”
Mi passo' in testa una frase tipo: giovane sedotto in viale Monza da una Dea sessuata.
Sorrisi, probabilmente con l’ara da bambino ebete di fronte a 100 chili di cioccolato alle mandorle tostate e sminuzzate.
“Ad esempio?”
“Credi negli extraterrestri?”
Sospirai intimamente… Ho trovato la pazza della mattina.
“Non credo a niente prima di aver preso il caffe'. E non l’ho ancora preso.” Dicevo la verita'.
“Ok. Ma, dimmi, solo per fare un’ipotesi: saresti contrario a intrattenere rapporti intimi con esseri provenienti da un’altra galassia?”
Sorrisi. Non ci capivo piu' niente. Con chi ero capitato?
“Beh, dipende come sono fatte queste extraterrestri… Se hanno 20 tentacoli e il corpo da lumaca senza guscio preferirei astenermi.”
Lei disse: “E se fossero come me?” E mi scocco' un sorriso che avrebbe richiesto un porto d’armi che abilitasse al trasporto di artiglieria pesante. Contemporaneamente ingrano' la prima e l’auto riparti' superando il semaforo.
Stava rilanciando?
Decisi di giocare a carte scoperte.
“Non e' che te lo devo dire io che sei di una bellezza portentosa e che schiere di maschi sarebbero disposti a andare a piedi fino a Roma per poter avere un incontro ravvicinato con te.”
“Che carino…” Mentre mi guardava con la coda dell’occhio sorrise ancora. Stava diventando un vizio.
Poi successe qualche cosa di strano. Ci fu un WOAP, un’ondata di calore, vidi che tutto si appannava ed ebbi la sensazione di fluttuare fuori dall’auto. All’inizio lentamente, poi presi velocita' come se fossi diventato un razzo.
Alcuni secondi dopo mi trovai in un punto del cielo, di fronte a me una nuvola tremolo' e mi apparve come una struttura solida. Un’astronave. Lo capii poco dopo. La superficie vaporosa della nuvola si apri' per una sezione grande a sufficienza per farci entrare un Boeing, fui aspirato da un tubo e mi trovai in un grande salone dove un centinaio di extraterrestri femmine, dalle forme perfette, mi accolsero.
Sono un tipo riservato quindi non mi dilunghero' sui 57 modi diversi con i quali mi manifestarono il loro entusiasmo nel fare la mia conoscenza e mi mostrarono la benevolenza del loro popolo e la loro concezione, avanzatissima e atletica, del kamasutra extragalattico.
Io stesso fui stupito, e molto, dall’inarrestabile carica sessuale che riuscii a esprimere, forse a causa di qualche droga che inalai senza accorgermene.
Comunque fui veramente molto ben impressionato dalla sensazione dei loro corpi avviluppati su di me.
Alla fine, mentre eravamo sdraiati sul morbidissimo e caldo pavimento di quel grande salone, l’extraterrestre che si era presentata come Paola D’Alberto, e che gia' sentivo di amare profondamente, mi disse: “Ora i nostri popoli hanno stipulato un patto di fraternita' eterna.”
Ero sovrappensiero quando risposi: “Perche'?”
Lei parve perplessa: “Beh, abbiamo unito i nostri corpi, quindi le nostre razze hanno comunicato reciprocamente.”
“Beh, non so come funzioni da voi. Da noi se fai sesso con una persona e' un fatto privato.”
“Come sarebbe a dire? Gli abitanti del tuo pianeta non hanno provato le stesse sensazioni che hai percepito tu?”
Ci misi un attimo per capire, chiesi a mia volta: “Vuoi dire che e' come se avessi fatto l’amore con tutti gli abitanti del tuo pianeta? Anche i maschi?”
“Certo. 4 miliardi di viventi hanno sperimentato ogni sensazione che abbiamo provato noi.”
Ero molto piu' perplesso: “Cavolo. Da noi non funziona cosi'.”
Parve molto delusa. Si consulto' con le sue conterranee, in una lingua che sembrava sardo, sembravano stupite e preoccupate.
Poi Paola mi parlo' di nuovo: “Vuoi dire che quello che abbiamo fatto non ha valore legale per tutti gli abitanti del tuo pianeta?”
Le dissi che i rapporti sessuali non hanno nessun valore legale da noi. A quel punto sembrarono perdere parecchio interesse per me. Si addentrarono in una discussione a tratti drammatica. Paola poi mi spiego' che avevano percorso 20mila anni luce per stringere un’alleanza con noi e ora non sapevano piu' cosa fare.
Spiegai che era meglio se provavano per vie ufficiali. Ci misi un’ora per far comprendere il concetto di “governo nazionale”.
Poi dovetti spiegare chi era il NOSTRO capo del governo. Quando dissi loro che aveva approvato delle leggi per salvare se' stesso dai processi si levarono gemiti di vero dolore. Alla fine decisero che non volevano avere niente a che fare con una specie di ominidi autistici, aggressivi e spietati.
Mi chiesero dove dovessero riportarmi.
Fu li' che ebbi il colpo di genio: “Volete dire che mi volete abbandonare cosi' dopo quello che c’e' stato tra noi? Siamo gente primitiva ma abbiamo un cuore anche noi. Il sesso per noi non ha valore legale ma una profonda importanza emotiva.
Vi rendete conto che mi avete completamente sconvolto la vita? Ho vissuto un’esperienza paradisiaca e ora devo ritornare al mio mondo crudele dove ogni anno 10 milioni di persone muoiono di fame e dove nessuno mi crederebbe mai se gli raccontassi quello che e' successo? Avete fatto di me un diverso, uno sradicato. Non potete lasciarmi cosi'. Sono un essere umano anch’io anche se non sono evoluto come voi. Un essere umano che non ha neppure la consolazione di poter comunicare con i suoi simili empaticamente”.
Alla fine raggiungemmo un accomodamento.
Mi accontentai di un paio di sgabelli di platino tempestati di diamanti che, mi dissero, per loro, non avevano nessun valore, e di una tabella di calcoli statistici che riguardavano le prossime estrazioni del Lotto.
Mi feci lasciare alla Bovisa, dove un mio amico aveva una gioielleria.
Adesso sono qui, nel mio ristorante sul mare, le cose vanno bene. Ho ridotto i coperti a 25. La gente fa la fila. E ho tre cuochi. Non faccio il ristoratore per i soldi. Ho beccato 6 estrazioni del Super Enalotto una dietro l’altra e ho messo via piu' di 70 milioni di euro.
Mi piace vedere le persone mentre assaporano i piatti che ho studiato per loro.
E mi piace stare su questa terrazza, di notte, a guardare il mare.
Non sta mai fermo.
Ma ogni tanto ripenso a quelle donne stupende che viaggiavano da una stella all’altra a bordo di una grande nuvola morbida e calda.
E sento un po’ di nostalgia.

Jacopo Fo

lunedì 9 marzo 2009

work in progress

diary

24 febbraio
manifesto pseudo politico con cui è tappezzata piazza bologna:
“ho il cuore nero,me ne frego,e sputo in faccia al mondo intero”
pensiero di chi legge (io): ma chi cazzo sei per sputare in faccia a me, si può sapere che t'ho fatto che manco ti conosco??
e cresce l'atmosfera di violenza e rabbia intorno a me...

25 febbraio
scena sul 71 ore 9.
sul bus italiani ed immigrati.
gli immigrati si guardano solo tra di loro, e gli italiani altrettanto.
due gruppi sul bus distinti, nessuno avverte la presenza dell'altro...ho avvertito proprio un'aria di tensione.

26 febbraio
nessuno ha mai detto che sarebbe stato facile.

27 febbraio
voglio una gonna nuova!

28 febbraio
scena sulla metro B ore 23.
uomo di colore sale alla fermata piramide, dubita della correttezza della direzione della metro e cerca qualcuno cui chiedere, si rivolge a donna di colore al capo opposto del vagone in cui è salito, e le si rivolge in arabo. lei risponde con estrema cortesia.

2 marzo
scena sul 545 ore 8.30
uomo di colore con enormi problemi di mobilità, cammina curvo e con le stampelle, cerca di scendere dal bus alla fermata della stazione tiburtina, non lo aiuta nessuno.
finché l'ultimo che scende dal bus non gli da una mano.
l'ultimo che scende dal bus è un uomo di mezza età, di colore.

3 marzo
voglio solo quel pezzo di carta, dammi quello statino e mandami via, forza!!

8 marzo
una donna siciliana non può non essere femminista.
adoro roma la domenica, quando la gente di merda è allo stadio, e lascia in pace quelle poche persone per bene che ancora sopravvivono.

9 marzo
certe volte penso solamente: prenditela signore, prenditela!
scena in cucina:
R: amò, mi passi il sale?
A: orrore, che ho sentito...vi chiamate amore tra voi?
R: beh, che male c'è?
J: ma è solo un diminutivo per non dire: a montagna de merda di scarico!!

ecco, solo in certi casi ci ripenso: prenditela signore, ma non subito.