7 ottobre 2007

....le nuvole

Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio

Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri

Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore
Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai

Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.
Fabrizio




nostalgia di certe nuvole...

2 ottobre 2007

misto all'incenso il sapore di un pasto frugale

..i ricordi storditi dal tempo...


...e non ho fatto altro che sentirmi sbagliata
ed ho cambiato tutto di me perché non ero abbastanza

ed ho capito soltanto adesso che avevi paura.

[Carmen]

E' la paura che ci costringe a difenderci da tutto, che ci rende chiusi, sospettosi?
"è questo continuo bisogno di essere amati che ci rende fragili e violenti" diceva Rubino nel film Denti.
Ho bisogno di credere che sia la paura, che sia la paura il sentimento che guida le peggiori azioni degli uomini, e non la cattiveria.
Ho bisogno di fidarmi dell'essere umano, non riesco a farne a meno.
Ho bisogno di credere che ci sia un briciolo di sensibilità in ognuno, persino nel più impenetrabile.
Perché altrimenti...se non è così...
santo cielo, non ne saprei mai venire a capo...


Ogni tanto osservo, osservo la gente, la folla, le masse, e più ne vedo insieme più ne colgo la solitudine.

"... sai, la gente è sola, come può lei si consola
per no
n far sì che la mia mente
si perda in congetture, in paure
inutilmente e poi per niente."

Chi ha scritto questa canzone era un genio.

C'è così tanta solitudine al mondo! Questo pensiero ritorna come eco quotidianamente, quando ogni mattina passo davanti l'obitorio e c'è puntuale come sempre un funerale, una famiglia, un amico, un'amante in lacrime fuori la camera mortuaria.
Quando pranzo a mensa ed incontro quel 60enne ormai vecchio e povero, ma che vanta un passato di compositore e scrittore, che voleva affittarmi una camera a febbraio...e pranza, divora il suo momento di felicità, rovistando poi tra i vassoi vuoti se qualcuno ha lasciato qualcosa di recuperabile...o quando guardo da lontano il ragazzo che abborda tutte...
il maniaco...che poverino, è soltanto e terribilmente solo.
che ogni giorno siede al tavolo di un'ignara vittima per terrorizzarla con i suoi discorsi da sesso...

ah, che gente...

E ci siamo dentro, e possiamo solo sperare di trovare quella solitudine che ci completi, che si incastri con le nostre manie, che intercetti un nostro punto di vista, e che ci regali per un attimo quella stupenda e rassicurante sensazione...che non siamo soli.