12 gennaio 2012

chiamatelo atlantico. 1.1.2012


Chiamatemi Ismaele. Alcuni anni fa – non importa quanti esattamente – avendo pochi o punti denari in tasca e nulla di particolare che m’interessasse a terra, pensai di darmi alla navigazione e vedere la parte acquea del mondo. È un modo che ho io di cacciare la malinconia e di regolare la circolazione. Ogni volta che m’accorgo di atteggiare le labbra al torvo, ogni volta che l’anima mi scende come un novembre umido e piovigginoso, ogni volta che mi accorgo di fermarmi involontariamente dinanzi alle agenzie di pompe funebri e di andar dietro a tutti i funerali che incontro, e specialmente ogni volta che il malumore si fa tanto forte in me che mi occorre un robusto principio morale per impedirmi di scendere risoluto in istrada e gettare metodicamente per terra il cappello alla gente, allora decido che è tempo di mettermi in mare al più presto. Questo è il mio surrogato della pistola e della pallottola. Con un bel gesto filosofico Catone si getta sulla spada: io cheto cheto mi metto in mare. Non c’è nulla di sorprendente in questo. Se soltanto lo sapessero, quasi tutti gli uomini nutrono, una volta o l’altra, ciascuno nella sua misura, su per giù gli stessi sentimenti che nutro io verso l’oceano.



17 maggio 2011

non ci resta che giocare

Facciamo che vince la gentilezza? Cortesia ed educazione...
Che bandiamo l’arroganza, soprattutto degli ignoranti?
Alzare la voce sarà reato, contraddire senza argomentazioni punito con una multa.
Calunniare proibito con la forza.
Facciamo che si fanno le gare di pensieri intelligenti, e vince l’idea migliore.

29 dicembre 2010

scurdammoci 'o passate


chi ha avuto e chi ha dato, è passato, è prossimo, ma è comunque passato.
ed io vorrei dimenticarlo.
scrivo nel mio inesistente blog ormai praticamente una volta l'anno per il consueto bilancio di fine anno.
stavolta voglio farlo prima della fine.
voglio che i bilanci, le scuse, le ammissioni di colpa, stiano a chiusura dell'anno e non alla sua apertura.
vorrei aprire l'anno prossimo senza il carico di quello precedente.
voglio scordare il passato.
questo anno è stato troppo anche per me, per me che faccio buon viso a qualunque gioco, a qualunque sgarbo ed a qualunque errore.
troppo.
dire basta sarebbe semplice, e pertanto falso (come dice il mio coinquilino).

17 luglio 2010

BERLIN IST EIN BISSCHEN WIE NEW YORK


tanto stasera gna faccio a studiare.
Ho bisogno di un pensiero felice, e mi torna in mente la città in cui ho vissuto l’estate scorsa, in cui torno questa estate...

Berlino è un po' come New York.

2 gennaio 2010

mi piace la pioggia del primo dell'anno





[31-12-2009 spiaggia di mondello, palermo]

anche questo capodanno è piovuto, con forza, violenza e determinazione.
mi piace la pioggia del primo dell'anno.

9 marzo 2009

work in progress

diary

24 febbraio
manifesto pseudo politico con cui è tappezzata piazza bologna:
“ho il cuore nero,me ne frego,e sputo in faccia al mondo intero”
pensiero di chi legge (io): ma chi cazzo sei per sputare in faccia a me, si può sapere che t'ho fatto che manco ti conosco??
e cresce l'atmosfera di violenza e rabbia intorno a me...

25 febbraio
scena sul 71 ore 9.
sul bus italiani ed immigrati.
gli immigrati si guardano solo tra di loro, e gli italiani altrettanto.
due gruppi sul bus distinti, nessuno avverte la presenza dell'altro...ho avvertito proprio un'aria di tensione.

26 febbraio
nessuno ha mai detto che sarebbe stato facile.

27 febbraio
voglio una gonna nuova!

28 febbraio
scena sulla metro B ore 23.
uomo di colore sale alla fermata piramide, dubita della correttezza della direzione della metro e cerca qualcuno cui chiedere, si rivolge a donna di colore al capo opposto del vagone in cui è salito, e le si rivolge in arabo. lei risponde con estrema cortesia.

2 marzo
scena sul 545 ore 8.30
uomo di colore con enormi problemi di mobilità, cammina curvo e con le stampelle, cerca di scendere dal bus alla fermata della stazione tiburtina, non lo aiuta nessuno.
finché l'ultimo che scende dal bus non gli da una mano.
l'ultimo che scende dal bus è un uomo di mezza età, di colore.

6 febbraio 2009

Aver Paura di Sporcarsi Troppo


Stamattina avevo fretta, mi son alzata tardi, ho tardato nel far colazione, ho perso tempo nel vestirmi. Tutto complottava contro il mio uscire di casa!
Durante quella fretta motivatissima, mi capita per sbaglio di toccare una macchiolina umida e sporcarmi appena un dito della mano.
-Merd, adesso dovrò lavarmi le mani e perdere altri 2 buoni minuti prima di scendere.

...adesso dovrò di nuovo lavarmi le mani..

29 luglio 2008

Capodanno

l'ansia di esser sempre in ritardo, la paura di non farcela, di non farcela bene, il dubbio di aver messo troppo carne al fuoco, di aver sbagliato i calcoli...in realtà la rabbia per non aver calcolato tutto quello che sarebbe successo, o magari di non essere riuscita a fare almeno un pò d'ordine...le domande e le risposte che non ci sono, e la solitudine nei momenti peggiori e la compagnia nei migliori...il bisogno assoluto e totale di farlo da sola, di affrontarlo da sola, per dimostrarlo a me e soltanto a me...il piacere e la gioia di aver capito di saperlo fare, e la sicurezza e la stanchezza...ma stanchezza soddisfatta.

10 luglio 2008

Erri

forse perché ho sempre bisogno di trovare un motivo valido per scrivere un post...o forse perché ho bisogno di trovare un motivo per cui qualcuno dovrebbe leggere qualcosa che scrivo pubblicamente...non aggiorno con costanza il mio spazio virtuale. Non perché la mia vita proceda piatta o vuota o peggio ancora triste, anzi sto pian piano scrivendo le pagine della mia vita, e sono emozionate, sognanti, ideali, gridate, sofferte, super divertenti, ed anche un po' trash, come tutto quello che piace a me!

Ogni tanto, poi, accade qualcosa che ti fa sentire parte di quella piccola porzione di mondo che a volte credi di non abitare a pieno titolo, ma solo di co-abitare da straniero.
Ed invece intercetti un'onda, un colpo di vento, cogli un raggio nella tua direzione, ti volti per vedere bene da dove arriva insieme ad un altro, e ti ritrovi a guardare dalla stessa parte e lo becchi! Becchi quello che coabita con te, e scopri che non sei proprio completamente straniero, sei cittadino a tutti gli effetti...solo che i tuoi concittadini sono un po' silenziosi...

Santo cielo, oggi ho conosciuto Erri De Luca.
E' venuto alla Sapienza per presentare un libro, ma poi ha risposto alle domande di un'intervista che poteva riuscire banale se non fosse stata riempita dalla profondità e dalla sostanza di una vita e di un pensiero di un cittadino del mondo quale è questo scrittore.

Innanzitutto la vita.
E' nato a Napoli (come meee), ha studiato ed ha lavorato: operaio Fiat, muratore edile, magazziniere ai mercati generali di Catania...intorno ai 40 anni ha iniziato a pubblicare, e nel '93 è stato volontario per portare aiuti alle famiglie devastate dalla guerra in Bosnja.
Questo appunto sulla sua vita mi è servito per capire da quale esperienza potevano nascere una così forte coscienza del nostro mondo, una tale capacità di analisi e comprensione dei fenomeni contemporanei.


Mi va di ripercorrere con il pensiero quello che ha detto stasera.
Della classe politica italiana ha detto che manca di immaginazione!
Ha trovato la soluzione a tutto con questa semplice espressione.
Ha detto che abbiamo una classe politica che sta attenta solo a quante righe scrivano su di loro i giornali, che si alza la mattina controlla i quotidiani e si adopera perché l'indomani compaiano ancora righe su di sé.
E' una classe politica prima di immaginazione, priva di un'idea (io preferisco dire di un ideale) che li spinga a fare e creare...
...si crea con l'immaginazione.
io l'ho trovato geniale!

Di Napoli ha detto che è diventata un pallido riflesso del Nord, tutta colpa del benessere...
Ad una donna dal pubblico che ha contestato che Pasolini scrisse che Napoli era l'unica città d'Italia con un popolo...ha risposto quasi con fastidio.
"Non capisco come si possa citare Pasoli che è morto nel 1975 per parlare di Napoli oggi"
"E poi popolo, che vuol dire popolo? Per me popolo ha un significato politico. C'è stato un popolo a Napoli l'ultima volta durante quelle 4 giornate e tre notti in cui hanno cacciato i tedeschi dalla città mentre gli americani erano a Capri. Ho visto un popolo in Val di Susa, ho visto un popolo a Chiaino...ecco forse nei momenti di maggior tensione, e per spirito di difesa c'è stato un popolo a Napoli..."
Ma adesso non c'è popolo...e l'Italia non è diversa da Nord a Sud... sono molto più simili oggi Milano e Napoli.
Se proprio dobbiamo distinguere l'Italia, possiamo pensarla ben separata dall'appennino.
l'Italia si divide in costa adriatica e costa tirrenica.
Ed a pensarci bene: è verissimo!
Le città della costa tirrenica sono le città dei grandi porti, le città dell'adriatico sono più spiagge...e poi è diverso il clima, e diverso il rapporto con gli stati che hanno di fronte...

Tutto dovrebbe esser visto da un altro punto di vista, bisognerebbe adoperare un taglio verticale e non orizzontale.

L'Europa sta perdendo molto a rintanarsi nel suo piccolo Nord...
"C'è più Sud nel mondo che Nord"
C'ho pensato... in effetti: quanti immigrati del Sud vivono e prosperano e fanno prosperare il Nord... con quanti beni e ricchezze del Sud vive il Nord?

L'Europa dovrebbe mescolarsi.
L'unione il mescolamento la fusione... il caos che genera l'ordine.
il Mediterraneo

Quando ha aperto il suo discorso sul Mediterraneo avrei potuto abbracciarlo.
Tutto quello che si affaccia sul Mediterraneo non è nulla di puro e distinto ma è frutto di una crasi continua iniziata secoli fa che ha portato al progresso, all'evoluzione.
E' il confronto, l'unione di più popoli usi credenze regole che da la profondità di una realtà.
Per questo dice di amare il testo base di ebraismo e cristianesimo: quale religione e cultura sono più frutto di mistioni varie se non queste due? in cui ci sono Oriente ed Occidente fusi indistintamente che si accrescono a vicenda.

Io mi chiedo: ma se la storia e la cultura ci hanno insegnato che si progredisce solo con il confronto e con la fusione con il diverso...
Ed è così, è dimostrato e visibile in tutto, nella furbizia senza ritegno, nella passionalità ed intelligenza, nella cordialità ed intraprendenza di tutti questi popoli del Sud.
Perché ancora l'Europa si ostina a chiudersi a cercare la
purezza a distaccarsi dal disordine?

Come se ordine e bellezza nascessero dalla calma piatta...
Eppure il maggiore filosofo tedesco che fu adottato dal nazismo diceva che solo chi ha un caos dentro di sé può generare una stella danzante...
e se lo dicono tutte le magliette,sarà pur vero!!

è un genio quest'uomo che conoscevo solo dalle quarte di copertina...occerrerà comprare un giorno un suo libro!
non ho riportato il testo dell'intervista, perché non ho preso appunti, ho riportato solo le suggestioni scaturite dalle sue osservazioni sul nostro mondo e sul nostro tempo, che io condivido del tutto, anzi...le sue parole hanno riempito il mio pensiero.
non è poi questo il compito degli scrittori?