2 ottobre 2007

misto all'incenso il sapore di un pasto frugale

..i ricordi storditi dal tempo...


...e non ho fatto altro che sentirmi sbagliata
ed ho cambiato tutto di me perché non ero abbastanza

ed ho capito soltanto adesso che avevi paura.

[Carmen]

E' la paura che ci costringe a difenderci da tutto, che ci rende chiusi, sospettosi?
"è questo continuo bisogno di essere amati che ci rende fragili e violenti" diceva Rubino nel film Denti.
Ho bisogno di credere che sia la paura, che sia la paura il sentimento che guida le peggiori azioni degli uomini, e non la cattiveria.
Ho bisogno di fidarmi dell'essere umano, non riesco a farne a meno.
Ho bisogno di credere che ci sia un briciolo di sensibilità in ognuno, persino nel più impenetrabile.
Perché altrimenti...se non è così...
santo cielo, non ne saprei mai venire a capo...


Ogni tanto osservo, osservo la gente, la folla, le masse, e più ne vedo insieme più ne colgo la solitudine.

"... sai, la gente è sola, come può lei si consola
per no
n far sì che la mia mente
si perda in congetture, in paure
inutilmente e poi per niente."

Chi ha scritto questa canzone era un genio.

C'è così tanta solitudine al mondo! Questo pensiero ritorna come eco quotidianamente, quando ogni mattina passo davanti l'obitorio e c'è puntuale come sempre un funerale, una famiglia, un amico, un'amante in lacrime fuori la camera mortuaria.
Quando pranzo a mensa ed incontro quel 60enne ormai vecchio e povero, ma che vanta un passato di compositore e scrittore, che voleva affittarmi una camera a febbraio...e pranza, divora il suo momento di felicità, rovistando poi tra i vassoi vuoti se qualcuno ha lasciato qualcosa di recuperabile...o quando guardo da lontano il ragazzo che abborda tutte...
il maniaco...che poverino, è soltanto e terribilmente solo.
che ogni giorno siede al tavolo di un'ignara vittima per terrorizzarla con i suoi discorsi da sesso...

ah, che gente...

E ci siamo dentro, e possiamo solo sperare di trovare quella solitudine che ci completi, che si incastri con le nostre manie, che intercetti un nostro punto di vista, e che ci regali per un attimo quella stupenda e rassicurante sensazione...che non siamo soli.



21 settembre 2007

camminando non c'è strada per andar che non sia di camminar

Certe volte mi chiedo se abbia sbagliato.

Quando sono sola, nel silenzio, come stasera, quando trovo familiarità in una tazzina di gelato affogato al caffè, mi salgono su questi pensieri.
Esattamente come mi viene in mente che devo farmi lo shampoo, pulire casa, far la lavatrice...normale amministrazione insomma.
Come penso che proprio stasera non mi va di pulire il bagno, così affiora tra i miei pensieri: se avessi sbagliato?
Che si fa se si prende una decisione più grande di noi, se dopo esser scesi in campo non ci si sente più all'altezza delle proprie scelte, o se semplicemente ci si vuole tirare indietro, perché in certi momenti è troppo difficile..troppo pesante.
Sono per strada e posso solo camminare.

La strada della foto è di Selinunte, ha i colori di un quadro di Fattori.
Gli scorci siciliani...
Non so perché se mi piace tanto, se mi sento veramente parte della mia terra, e se ho sempre il senso di colpa per essermene andata...non so perché l'ho fatto, abbandonare tutto come avevo sempre rimproverato a quelli che se ne vanno...
perché: come possiamo pretendere di migliorare questa terra così affaticata se nel momento in qui abbiamo più energia ce ne andiamo?
Eppure io per prima, appena l'occasione si è presentata...valigie e biglietto per la Capitale.
E mi chiedo ancora per quanto in più.



oggi è autunno...
auguri

19 settembre 2007

Camera a Sud

Rubami l'amore e rubami

il pensiero di dovermi alzare
e ruba anche l'ombra di fico che copre
il cicalar della comare
che vedo bianco di calce e pale
pigramente virare
e ho in bocca rena di sogno
nella rete del sonno meridiano
che come rena
mi fugge di mano

Che sudati è meglio
e il morso è più maturo
e la fame è più fame
e la morte è più morte
sale e perle sulla fronte
languida sete avara
bellezza che succhi la volontà
dal cielo della bocca
bocca bacio di pesca che mangi il silenzio
del mio cuore

Sud
fuga dell'anima tornare a sud
di me
come si torna sempre all'amor
vivere accesi dall'afa di Luglio
appesi al mio viaggiar
camminando non c'è strada per andare che non sia di camminar

Mescimi il vino più forte più nero
talamo d'affanno
occhio del mistero
olio di giara, grilli, torre saracena
nell'incendio della sera
e uscire di lampare
lentamente nel mare
bussare alle persiane di visioni
e di passi di anziani

Sud
fuga dell'anima tornare a sud
di me
come si torna sempre all'amor
vivere accesi dall'afa di Luglio
appesi al mio viaggiar
camminando non c'è strada per andare che non sia di camminar

rubami la luna e levagli
la smorfia triste quando è piena
e ruba anche la vergine azzurra
che ci spia vestirci stanchi per uscire
fresca camicia di seta in attesa
croccante e stirata
per lo struscio e un'orzata
nel corso affollato in processione
la banda attacca il suo marciar
così va la vita
Vinicio