6 maggio 2008

un capolavoro: Carbonara

Spliff, tedeschi, 1982
grazie per questo gioiello!
in fondo c'è il link per vedere e sentire il capolavoro degli Spliff!!!!


Io voglio viaggiare in Italia in paese dei limoni
Brigade Rosse e la Mafia cacciano sulla Strada del Sol.
Distruzione della Lira Gelati Motta con brio

Tecco mecco con ragazza ecco la mamma de amore mio.

Sentimento grandioso per Italia baciato da sole calda
borsellino e vuoto totale percio mangio sempre solo.

Spaghetti Carbonara - e una Coca Cola
Carbonara - e una Coca Cola

Carbonara - e una Coca Cola
Carbonara - e una Coca Cola


Scusi
senorina
willst du auch'n Spliff ?
Oder stehst du nur auf Männer mit Schlips ?
Ich hab' sonst nichts was ich dir geben kann

aber blond bin ich
is das vielleicht nix ?

Amaretto ist ein geiles Zeug - ich bin schon lull uns lall

hab' keine Ahnung ob du mich verstehst

doch du lächelst und mein Herz tut'n Knall.

Belladonna
ich lad dich jetzt zum Essen ein -
mangiare
tu capito ? andiamo !
Asti Spumante wird es nicht gerade sein !
Aber dafür gibt's schon wieder mal -

Spaghetti Carbonara - e una Coca Cola
Carbonara - e una Coca Cola

Carbonara - e una Coca Cola
Carbonara - e una Coca Cola

http://it.youtube.com/watch?v=P_HYmLzxj2Y

22 febbraio 2008

troppe domande troppe domande troppe domande?

Siamo così
è difficile spiegare certe giornate amare

Credo che il problema sia nato quando ho scoperto la libertà di scelta.
E' stata una scoperta che ho fatto presto, troppo presto forse.
Si può scegliere? Allora io comincio.
Da che parte voglio stare?
Cosa voglio? Esattamente cosa mi piace?
E fu così che cominciarono le domande.
E fu così che cominciarono i problemi, le paure, i brutti pensieri, le indecisioni...
Sì, è scoprire che possiamo scegliere che ci fa male, e poi, ancora di più, è l'azione stessa dello scegliere che ci tormenta.
Perché poi: e se è giusto, o se è sbagliato?
Quando ero piccola (oddio che bambina petulante che ero) mi struggevo e mi chiedevo (aridaglie) perché fossi solo io a farmi tanti problemi, perché vedevo tanti interrogativi, perché volevo capire...e gli altri no...
Poi mi innamorai della gente (forse meglio dire della Folla?), quella giusta, quella che si fa le domande.
Una storia d'amore bellissima.
E lì giù a farsi milioni e milioni di scrupoli, e a cercare di sviscerare risposte, ipotesi su ipotesi, e a cercare di capire, fare chiarezza, svecchiare... perché solo così si può risalire la cima, solo così si può arrivare a capire come utilizzare la propria libertà.
Libertà che c'è, è lì inesorabile che ti dice: “guarda che se non mi usi mi sprechi”.
E che cazzo di rabbia quelli che fingono di usarla astenendosi dal farlo.
Adesso è diventato di moda anche scegliere di non scegliere.
Che cazzo di rabbia mi fa.
Invenzione geniale della chiesa (santo cielo...) che promuove il motto: “è una scelta anche quella di non andare a votare” bravi, così chi non vota decide anche per quelli che votano ma il cui voto non vale perché non c'è il quorum.
Ed io che sono nata e cresciuta cattolica...
Santo cielo!
La libertà è un problema.
Ma poi, se penso di rinunciarvi, se penso di arrendermi davanti alla difficoltà di scelta...mi viene il panico.
Ho bisogno di esercitarla, è troppo tempo che la uso, nel bene o nel male (chi può mai saperlo).
Non c'è soluzione
E' sempre così, quando mi prende la tristezza, non c'è soluzione.

Quando sto per arrendermi ho bisogno di ricordarmi che c'è sempre un altro modo, che tutta la nostra forza e potenza, la chiave della nostra felicità, sta tutta nell'esercizio di questa piccola facoltà.
Non riesco a trovare un passo di Maupassant che adoravo da piccola e alla domanda: “sai perché siamo spesso così infelici noi donne?”
Tentando l'impossibile, rispondeva: perché ci insegnano a sognare, a cercare il meglio, poi quando scopriamo che c'è solo da accontentarci...siamo infelici.

Forse è così, forse no, io ancora non mi sono accontentata, e se dovesse capitare, penso che cercherei di essere felice comunque...
Mi faccio ancora troppe domande, forse.
Ma esplodono in me in continuazione, e se non provo ad incanalare da qualche parte questi pensieri, rischio di esplodere con loro.
Per adesso li scrivo, poi chissà, forse basterà cancellarli per liberarsene.
E mi manca la Grecia.
Lì tutto era ordine e bellezza, calma e voluttà, come scrive Baudelaire.
E tutto era al momento giusto, e si parlava parlava parlava parlava
Quando dicevo ad Anastasia che avevo sentito degli americani lamentarsi della lentezza greca e della loro conseguente mancanza di produttività lei mi diceva che ci sono cose che di corsa non si posso fare.
Ci sono i rapporti umani, c'è un tempo dedicato allo scambio, al dialogo, alla ricerca comune di una risposta ad una domanda comune o meno...tempo impagabile che non produce oggetti o merce rivendibile, ma forgia esseri umani.
Mi diceva che la qualità di vita di popolazioni indigene del deserto e sulle Ande meso-americane è molto più alta di quella delle società sviluppate (il famoso primo mondo) perché la gente di questi posti considera ancora fondamentale per lo sviluppo di ciascun individuo del gruppo lo scambio ed il dialogo con gli altri, e soprattutto con i più anziani della comunità.
Mi manca la Grecia, troppo.

E poi, non so se si è capito...ma ho una voglia di farmi una chiacchierata intensa e viscerale, di quelle che durano notti intere....c'ho una voglia di parlare....

Santo cielo


beh, contemplate un po' di ordine e bellezza: arghiroupoli:


19 febbraio 2008

KRONOMAKIA


genialeeeeeeeee
L'ultimo lavoro di Daniele Sepe.
Kronomakia è la guerra del tempo.
si tratta di musiche medievali contaminate dal jazz contemporaneo.
l'effetto è soprendente.
Sepe è un genio!


http://www.myspace.com/danielesepe

10 febbraio 2008

AMEN


L'ultimo dei Baustelle: Amen.
L'ho appena finito di sentire...
Davvero un bellissimo lavoro, meglio dell'ultimo!
compratelo!!!!!
Proprio come leggevo sui giornali, un disco molto pensato.
Ma non solo a livello di contenuti, anche per le sonorità, molto più articolato.
...già sogno il concerto!

qualche dettaglio qui: http://www.myspace.com/3997112

26 gennaio 2008

lui si è dimesso, la mia città in festa...ed io non c'ero

'Ragazze cannolo' in piazza per festeggiare PALERMO, 26 DIC - Ci sono anche le ragazze "cannolo" alla manifestazione per "festeggiare" le dimissioni del presidente della Regione Salvatore Cuffaro in pizza Politeama a Palermo. Un gruppo di ragazze indossa un costume da cannolo, con tanto di ricotta di cartapesta, e gira per la piazza offrendo dei piccoli cannoli veri ai manifestanti che sono circa 2 mila. Su tutti l'adesivo 'E adesso i cannoli li mangiamo noi'

La manifestazione, organizzata dal gruppo consiliare comunale di Altra Palermo, il coordinamento studentesco di sinistra, il laboratorio Zeta e Addiopizzo, rimarrà probabimente in piazza. Potrebbe infatti saltare il corteo che nelle previsioni doveva arrivare a palazzo d'Orleans.

I primi ad arrivare sono stati Fabrizio Ferrandelli, consigliere comunale dell'Altra Palermo, e Giusto Catania, eurodeputato di Rifondazione Comunista. "Le dimissioni di Cuffaro sono state molto tardive perché dovevano avvenire dopo il ricevimento dell'avviso di garanzia - ha detto Catania - ma le accogliamo ugualmente con piacere. Siamo felici ma anche coscienti che la sinistra dovrà presentare un'alternativa coerente. Dobbiamo abbatere il cuffarismo con politiche oneste e di sviluppo". Soddisfatto anche Ferrandelli, che ha fatto assieme ad altre otto persone uno sciopero della fame per chiedere le dimissioni di Cuffaro.

ansa: 2008-01-26 18:54



non so perché si sia dimesso, non certo perché glielo abbiamo chiesto noi...però un po' mi rode che ero a Roma...
Ho dato il mio contributo sociale partecipando al World action day: http://wsf2008.net/,ma locale e globale a volte sono inconciliabili, e la mia attuale schizofrenia geografia un po' mi fa male.
Ma questa è l'emigrazione, me ne dovrò fare una ragione..
e per una volta tanto anche i palermitani hanno avuto qualcuno che li invidiasse dal nord!

25 gennaio 2008

Sit-in in tutta Italia contro Cuffaro

In occasione della manifestazione regionale, indetta a Palermo per le ore 16,00 di sabato 26 gennaio, il Coordinamento dei Comitati cittadini giovani per la Sicilia, costituito da giovani siciliani emigrati per motivi di studio o di lavoro, organizza in contemporanea in molte città della Penisola, (tra le quali Trento, Parma, Bologna, Pisa, Siena, Firenze, Roma), dei sit-in per chiedere, con delle lenzuola bianche, le dimissioni del governatore Cuffaro, condannato dal Tribunale di Palermo a cinque anni di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici per favoreggiamento nei confronti del boss mafioso Giuseppe Guttadauro.

Il “caso Cuffaro”, soprattutto in questi giorni di grave crisi politica, fa però intravedere un modo privatistico di intendere la politica e la gestione del potere pubblico ben più esteso dei confini siciliani.

Se chiediamo quindi con forza a tutti i siciliani di mobilitarsi oggi insieme a noi, a Palermo e in tutta Italia, ci rivolgiamo in realtà a tutti i cittadini italiani, soprattutto agli abitanti delle nostre città “di adozione”, perché si uniscano alle nostre richieste di dimissioni di Cuffaro e condividano con noi l’esigenza di una nuova forma di politica, limpida, pubblica e partecipata, e l’avvio, in Sicilia e in tutto il Paese, di seri interventi di giustizia sociale, unico vero deterrente contro la mafia.

Coordinamento Comitati giovani per la Sicilia / Ritaexpress

info :http://decuff.gcpalermo.it/
firma: http://www.firmiamo.it/cuffarodevedimettersi
http://www.unaltrastoria.net/

13 gennaio 2008

SPOT


www.checosamanca.it

nel 2006 esce questo esperimento cinematografico.
Checosamanca
Un film collettivo politico. Giovani o sconosciuti registi italiani raccontano storie di gente che pochi o nessuno conosce e ascolta.
I drammi di un'Italia cui manca la politica, cui manca un legame tra politica e società civile.
Due realtà troppo distanti: guarda tu se si devono metter a parlare dei problemi della gente i cineasti...con tutti sti politici e giornalisti che stanno in giro!
Io l'ho trovato un' idea bella fresca ed intelligente.

1 gennaio 2008

s-bilanciamenti

aspettando l'alba dopo un capodanno più breve del solito...pensavo a ieri e ad oggi, al 2007 e al 2008.
mi serve pensarci, mi serve per capire come continuare a scegliere chi e cosa mantenere, chi e cosa tagliare, bene e male per me e da me. Come mi serve capire cosa desidero di nuovo, cosa voglio.
mi serve.
è stato l'anno delle conseguenze.
c'è stato poco da scegliere, c'era solo da affrontare e riparare.
è stato pesante, faticoso, quando si sceglie il difficile è concepire tutte le conseguenze, ma in fondo si va molto ad istinto.
quando, a scelta fatta, devi affrontare la tua conseguenza, non c'è scampo, c'è solo da prendere bene il fiato ed andare a fondo.
l'ho fatto così tante volte quest'anno, e sempre da sola, da sentirmi davvero forte ed orgogliosa di me!
più si è costretti a confrontarci con la realtà più si scopre una forza soprannaturale in noi.
è stato l'anno delle conseguenze e dell'altruismo.
ho capito che la mia fiducia negli esseri umani è senza speranza di abbattimento, più mi deludono, più mi disgustano, più io mi lascio conquistare e continuo a cercare e vedere solo il bene, anche se a volte piccolo e nascosto, in loro.
li odio e li amo.
è stato l'anno delle conseguenze, dell'altruismo e del pianto.
le lacrime versate credo abbiamo superato i record della mia esistenza terrena.
l'anno si è aperto tra lacrime inconsolabili, e su questo trend si è mantenuto il mio umore, in una continua altalena tra la gioia di essermi tirata su da sola, e la disperazione per trovarmi in qualcuna di quelle situazioni in cui le mie scelte mi avevano catapultato.
è stato l'anno delle conseguenze, dell'altruismo, del pianto ma anche dell'amicizia.
l'amicizia che sopra ogni cosa mi ha salvata.
a raccontarlo forse non ci si crede, ma a volte un'amica ti salva, e a volte lei nemmeno lo sa.
gli amici sono fate ignoranti, e in culo a chi non crede nelle fate, non sanno cosa si son persi!
sono tanti gli errori fatti, le cose imparate, e le cose cui rimediare.

mi basta essermi appuntata questi quattro pensieri per ricordarmi il raccolto del 2007.

buon principio 2008

...e la natura fa la sua parte: piove di una pioggia pesante e disperata, a lavare e cancellare i resti di questo capodanno, per ricominciare. Brava pioggia, che di schifezze ce n'è fin troppe da cancellare!

25 novembre 2007

amlodi:pazzo

"...lo chiamo o non lo chiamo? E se lo chiamo e non risponde? E se la chiamo e risponde? Mi si nota di più se arrivo in ritardo alla festa o se proprio non vado? Devo dare un’impressione seria e competente o sono me stessa e magari faccio anche qualche gaffe?…"
Lella Costa
Teatro ambra Jovinelli fino al 2 dicembre
Amleto (Atto III, scena 1)
To be, or not to be, that is the question
Whether 'tis nobler in the mind to suffer
The slings and arrows of outrageous fortune,
Or to take arms against a sea of troubles,
And by opposing, end them.

Essere o non essere: questo è il problema:
se sia più nobile all'animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell'iniqua fortuna, o prender l'armi contro un mare di problemi e combattendo disperderli.
To die, to sleep-
No more and by a sleep to say we end
The heart-ache, and the thousand natural shocks
That flesh is heir to; 'tis a consummation
Devoutly to be wished.
Morire dormire; nulla più: - e con un sonno dirsi che poniamo fine al dolore e alle infinite miserie, naturale retaggio della carne, è soluzione da desiderare ardentemente.

To die, to sleep;
To sleep, perchance to dream. Ay, there's the rub;
For in that sleep of death what dreams may come
When we have shuffled of this mortal coil
Must give us pause - there's the respect
That makes calamity of so long life:
Morire - dormire - dormire, sognare forse: ma qui è l'ostacolo che ci trattiene: perché in quel sonno della morte quali sogni possan venire, quando noi ci siamo sbarazzati di questo groviglio mortale: è la remora, questa, che di tanto prolunga la vita ai nostri tormenti.

For who would bear the whips and scorns of time
Th'oppressor's wrong, the proud man's contumely,
The pangs of despis'd love, the laws delay,
The insolence of office, and the spurns
That patient merit of th'unworthy takes,
When he himself might his quietus make
With a bare bodkin;
Chi vorrebbe, se no, sopportar le frustate e gl'insulti del tempo, le angherie del tiranno, il disprezzo dell'uomo borioso, gli spasimi dell'amore disprezzato, gli indugi della legge, l'insolenza di chi è investito di una carica, e gli scherni che il merito paziente riceve dai mediocri, quando di mano propria potrebbe saldare il suo conto con due dita di pugnale?

who
would fardels bear,
To grunt and sweat under a weary life,
But that the dread of something after death,
The undiscovered country, from whose bourn
No travellers returns, puzzles the will
And make us rather bear those ills we have,
Than fly to others that we know not of?


Chi vorrebbe caricarsi di grossi fardelli imprecando e sudando sotto il peso di tutta una gravosa vita, se non fosse il timore di qualche cosa, dopo la morte - la terra inesplorata donde mai non tornò alcun viaggiatore - confonde la volontà, e ci fa piuttosto sopportare i mali che abbiamo, che non volare verso altri che non conosciamo?

Thus conscience does make cowards of us all,
And thus the native hue of resolution
Is sicklied o'er with the pale cast of thought,
And enterprises of great pitch and moment
With this regard their currents turn awry,
And lose the name of action.
Così la coscienza ci fa tutti vigliacchi; così la tinta naturale della determinazione si scolora al cospetto del pallido pensiero. E così imprese di grande importanza e rilievo per questo riguardo deviano il loro corso: e dell'azione perdono anche il nome.