25 luglio 2012

Doktorandin senza frontiere – la versione accademica di jeux sans frontière


C’è chi pensa che la vita del ricercatore universitario di antichistica sia di una noia mortale, una vita passata chiuso in buie biblioteche, lontano dal contatto umano e connotata da scarsa attitudine allo sforzo fisico.
E lo pensiamo anche noi stessi ricercatori di antichistica, così tanto che solo quando raccontiamo alcuni aneddoti del nostro lavoro ci rendiamo conto che alles ist anders. La verità è tutta un’altra storia.

15 febbraio 2012

Moon cup e ti vien voglia di parlare di ciclo!





Ho comprato la moon cup ad ottobre e, da quando la uso, ogni mese ho voglia di parlare del ciclo!
La moon cup è la risposta ecologica e più igienica all’assorbente usa e getta e irritante.
In estrema sintesi: è una coppetta di silicone che si inserisce all’inizio del collo dell’utero e raccoglie il mestruo (non lo assorbe), e va vuotata durante la giornata. Si utilizza per 10 anni.
Navigando sul web si può anche esser tratti in inganno e ci si può convincere che sia difficile da usare, scomoda o dolorosa.
Prima di comprarla mi ero tanto documentata su forum e con qualche amica coraggiosa, che aveva già fatto il salto, e l’utilizzo della coppetta non mi sembrava in verità così pratico ed indolore come poi tutte facevano credere.

Lo scaffale del precario

Mi piacerebbe poter interagire una volta con un ministro e porre qualche domanda per vedere la reazione.
Ma non so proprio come dare voce a questi miei desideri...
Mi piacerebbe chiedere, per esempio, se un ministro ha mai visto lo scaffale di un precario e cosa ne pensa.
Cosa penserebbe un ministro, di quelli che hanno detto tante sciocchezze anche umilianti sui precari del nostro tempo, a guardare lo scaffale di un precario?
Un precario cambia spesso casa/camera, almeno ogni paio d’anni, vuoi perché trova lavoro in città diverse, vuoi perché trova lavoro in punti opposti della città, vuoi perché lo sfrattano sempre o non arriva a pagare l’affitto...

12 gennaio 2012

chiamatelo atlantico. 1.1.2012


Chiamatemi Ismaele. Alcuni anni fa – non importa quanti esattamente – avendo pochi o punti denari in tasca e nulla di particolare che m’interessasse a terra, pensai di darmi alla navigazione e vedere la parte acquea del mondo. È un modo che ho io di cacciare la malinconia e di regolare la circolazione. Ogni volta che m’accorgo di atteggiare le labbra al torvo, ogni volta che l’anima mi scende come un novembre umido e piovigginoso, ogni volta che mi accorgo di fermarmi involontariamente dinanzi alle agenzie di pompe funebri e di andar dietro a tutti i funerali che incontro, e specialmente ogni volta che il malumore si fa tanto forte in me che mi occorre un robusto principio morale per impedirmi di scendere risoluto in istrada e gettare metodicamente per terra il cappello alla gente, allora decido che è tempo di mettermi in mare al più presto. Questo è il mio surrogato della pistola e della pallottola. Con un bel gesto filosofico Catone si getta sulla spada: io cheto cheto mi metto in mare. Non c’è nulla di sorprendente in questo. Se soltanto lo sapessero, quasi tutti gli uomini nutrono, una volta o l’altra, ciascuno nella sua misura, su per giù gli stessi sentimenti che nutro io verso l’oceano.



17 maggio 2011

non ci resta che giocare

Facciamo che vince la gentilezza? Cortesia ed educazione...
Che bandiamo l’arroganza, soprattutto degli ignoranti?
Alzare la voce sarà reato, contraddire senza argomentazioni punito con una multa.
Calunniare proibito con la forza.
Facciamo che si fanno le gare di pensieri intelligenti, e vince l’idea migliore.

29 dicembre 2010

scurdammoci 'o passate


chi ha avuto e chi ha dato, è passato, è prossimo, ma è comunque passato.
ed io vorrei dimenticarlo.
scrivo nel mio inesistente blog ormai praticamente una volta l'anno per il consueto bilancio di fine anno.
stavolta voglio farlo prima della fine.
voglio che i bilanci, le scuse, le ammissioni di colpa, stiano a chiusura dell'anno e non alla sua apertura.
vorrei aprire l'anno prossimo senza il carico di quello precedente.
voglio scordare il passato.
questo anno è stato troppo anche per me, per me che faccio buon viso a qualunque gioco, a qualunque sgarbo ed a qualunque errore.
troppo.
dire basta sarebbe semplice, e pertanto falso (come dice il mio coinquilino).

17 luglio 2010

BERLIN IST EIN BISSCHEN WIE NEW YORK


tanto stasera gna faccio a studiare.
Ho bisogno di un pensiero felice, e mi torna in mente la città in cui ho vissuto l’estate scorsa, in cui torno questa estate...

Berlino è un po' come New York.

2 gennaio 2010

mi piace la pioggia del primo dell'anno





[31-12-2009 spiaggia di mondello, palermo]

anche questo capodanno è piovuto, con forza, violenza e determinazione.
mi piace la pioggia del primo dell'anno.

9 marzo 2009

work in progress

diary

24 febbraio
manifesto pseudo politico con cui è tappezzata piazza bologna:
“ho il cuore nero,me ne frego,e sputo in faccia al mondo intero”
pensiero di chi legge (io): ma chi cazzo sei per sputare in faccia a me, si può sapere che t'ho fatto che manco ti conosco??
e cresce l'atmosfera di violenza e rabbia intorno a me...

25 febbraio
scena sul 71 ore 9.
sul bus italiani ed immigrati.
gli immigrati si guardano solo tra di loro, e gli italiani altrettanto.
due gruppi sul bus distinti, nessuno avverte la presenza dell'altro...ho avvertito proprio un'aria di tensione.

26 febbraio
nessuno ha mai detto che sarebbe stato facile.

27 febbraio
voglio una gonna nuova!

28 febbraio
scena sulla metro B ore 23.
uomo di colore sale alla fermata piramide, dubita della correttezza della direzione della metro e cerca qualcuno cui chiedere, si rivolge a donna di colore al capo opposto del vagone in cui è salito, e le si rivolge in arabo. lei risponde con estrema cortesia.

2 marzo
scena sul 545 ore 8.30
uomo di colore con enormi problemi di mobilità, cammina curvo e con le stampelle, cerca di scendere dal bus alla fermata della stazione tiburtina, non lo aiuta nessuno.
finché l'ultimo che scende dal bus non gli da una mano.
l'ultimo che scende dal bus è un uomo di mezza età, di colore.

6 febbraio 2009

Aver Paura di Sporcarsi Troppo


Stamattina avevo fretta, mi son alzata tardi, ho tardato nel far colazione, ho perso tempo nel vestirmi. Tutto complottava contro il mio uscire di casa!
Durante quella fretta motivatissima, mi capita per sbaglio di toccare una macchiolina umida e sporcarmi appena un dito della mano.
-Merd, adesso dovrò lavarmi le mani e perdere altri 2 buoni minuti prima di scendere.

...adesso dovrò di nuovo lavarmi le mani..